Cocco di nonna di Anthony Horowitz
Il libro Cocco di nonna di Anthony Horowitz parla di un ragazzino di nome Joe che ha il terrore di Ivy Kettle, la sua nonnina, che ogni Natale torna a trovare la sua famiglia. Questa nonna è molto particolare, ha uno sguardo cattivo e un aspetto spaventoso, infatti è una anziana malvagia e vorrebbe addirittura farlo fuori!
Lui la odia e ci sono molti episodi in cui lei si dimostra malvagia, ad esempio il giorno del suo dodicesimo compleanno gli conficca la forchetta in una coscia o il fatto che gli faccia sempre mangiare cibi sgradevoli. Ad un certo punto la baby-sitter muore e anche il giardiniere… il perché non posso dirlo.
Un giorno i genitori di Joe decidono di partire per una vacanza in Francia e di lasciare il figlio Joe solo con la nonnina. Lei ne approfitta per portarlo in un posto, anche se nessuno sa dove si trovi.
Non posso raccontare altro, ma vi dico solo che il libro ha ………(uffa! E’ finita la penna)
Cassandra Palazzolo 1B


Nella stratosfera vi è un’elevata concentrazione di ozono importante perché funziona come un filtro che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette emanate dal Sole, che altrimenti sarebbero troppo forti, e allo stesso tempo aiuta a produrre quell’effetto serra che non è affatto nocivo di per sé, ma anzi aiuta a riscaldare il nostro pianeta.
Le pale eoliche producono l’energia eolica cioè quella prodotta dal vento.


Terra di Sami, aurore boreali soli di mezzanotte, la Lapponia è un luogo indimenticabile a due passi dal Circolo Polare Artico.
Il Villaggio di Babbo Natale si trova a Rovaniemi, in Finlandia. Babbo Natale ha fatto della Lapponia, nel nord della Finlandia la sua casa da secoli e il Circolo Polare Artico gli sta a cuore proprio perché molti segreti del Natale affondano le loro radici in questo luogo magico. Il Villaggio di Babbo Natale è una destinazione adatta per le famiglie, con tantissime cose da vedere e da fare e per tutte le età.
La più famosa isola di plastica di trova nell’Oceano Pacifico ed è nota come Great Pacific Garbage Patch2. È la più antica al mondo, la sua esistenza è stata ufficializzata nel 1997, ma la sua presenza era già nota dagli anni ’70. È anche l’isola di plastica più grande, con una superficie stimata pari a quella della penisola iberica. Nessuno sa quanti detriti siano presenti e compongano il Great Pacific Garbage Patch, anche perché è troppo esteso per permettere un’accurata misurazione. Inoltre, non tutta la spazzatura galleggia sulla superficie, i detriti più densi possono affondare per diversi centimetri o anche metri sotto la superficie, il che rende l’area del vortice quasi impossibile da misurare.
Esistono due certificazioni maggiormente diffuse a livello mondiale che ci parlano di una gestione sostenibile del patrimonio boschivo del pianeta.