IL LIBRO DELLA GIUNGLA
Il Libro della giungla di Rudyard Kipling.
Anche se è stato intitolato “Il libro dalla giungla”, non racconta la classica storia che tutti conosciamo della Disney, infatti parla di ben altro, ovvero della vita di Mowgli, ma anche di altre storie, come “Rikki-Tikki-Tavi” o “Al servizio di sua Maestà”. La mia preferita fra tutte le storie è stata quella di “Rikki-Tikki-Tavi” in cui la protagonista è una mangusta che intraprenderà un’ avventura contro dei cobra malvagi.
Consiglio questo libro a chi ama le avventure, gli animali e la natura.
Una precisazione: nel libro non ci sono illustrazioni, però qualche volta si trovano dei canti da leggere.
Per ora è tutto, leggo il “Secondo libro dalla giungla” e poi vi aggiorno!
Noemi Lapini 1B
Qui parlo di un altro libro che mi è piaciuto molto: Il richiamo della foresta. I libri di avventura e di animali fanno al caso mio.


Nella stratosfera vi è un’elevata concentrazione di ozono importante perché funziona come un filtro che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette emanate dal Sole, che altrimenti sarebbero troppo forti, e allo stesso tempo aiuta a produrre quell’effetto serra che non è affatto nocivo di per sé, ma anzi aiuta a riscaldare il nostro pianeta.
Le pale eoliche producono l’energia eolica cioè quella prodotta dal vento.


Terra di Sami, aurore boreali soli di mezzanotte, la Lapponia è un luogo indimenticabile a due passi dal Circolo Polare Artico.
Il Villaggio di Babbo Natale si trova a Rovaniemi, in Finlandia. Babbo Natale ha fatto della Lapponia, nel nord della Finlandia la sua casa da secoli e il Circolo Polare Artico gli sta a cuore proprio perché molti segreti del Natale affondano le loro radici in questo luogo magico. Il Villaggio di Babbo Natale è una destinazione adatta per le famiglie, con tantissime cose da vedere e da fare e per tutte le età.
La più famosa isola di plastica di trova nell’Oceano Pacifico ed è nota come Great Pacific Garbage Patch2. È la più antica al mondo, la sua esistenza è stata ufficializzata nel 1997, ma la sua presenza era già nota dagli anni ’70. È anche l’isola di plastica più grande, con una superficie stimata pari a quella della penisola iberica. Nessuno sa quanti detriti siano presenti e compongano il Great Pacific Garbage Patch, anche perché è troppo esteso per permettere un’accurata misurazione. Inoltre, non tutta la spazzatura galleggia sulla superficie, i detriti più densi possono affondare per diversi centimetri o anche metri sotto la superficie, il che rende l’area del vortice quasi impossibile da misurare.
Esistono due certificazioni maggiormente diffuse a livello mondiale che ci parlano di una gestione sostenibile del patrimonio boschivo del pianeta.