Incontro con la protezione civile
Il 25/01/24 tutte le prime sono scese in aula magna ad assistere e ascoltare la presentazione dei volontari e degli
Leggi tuttoIl 25/01/24 tutte le prime sono scese in aula magna ad assistere e ascoltare la presentazione dei volontari e degli
Leggi tutto| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| cookielawinfo-checkbox-analytics | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics". |
| cookielawinfo-checkbox-functional | 11 months | The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional". |
| cookielawinfo-checkbox-necessary | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary". |
| cookielawinfo-checkbox-others | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other. |
| cookielawinfo-checkbox-performance | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance". |
| viewed_cookie_policy | 11 months | The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data. |
Storia 1
Gli uccelli volano nel blu. Due sedie di plastica sul lato di un vicolo sono state lasciate lì, rovinate, come se le tante chiacchiere fatte dalle persone che ci sedevano sopra le avessero consumate fino a romperle. Gli uccelli fanno un po’ di rumore, ma l’atmosfera è comunque calma e abbastanza silenziosa. Le rotaie sembra che scaldino i muscoli per reggere il prossimo viaggio del treno che le attraverserà. Un uccello è appena passato da un’antenna all’altra, come un alunno che scorre di posto dopo che il suo compagno di banco è uscito dalla classe per una visita medica. Un gatto attraversa la strada e una signora di nome Lucia va alle poste per pagare una tassa sui gatti. Le foglie degli alberi si muovono come delle culle, in coreografia con la propria ombra.
Continuazione di Chiara
Lucia osserva sempre il paesaggio che la circonda e un giorno decide di passeggiare da sola per Badia per liberare la mente e stare in contatto con la natura mentre indossa le sue cuffie rosa in cui viene sparata una musica pop. Finita la passeggiata di oltre un’ora, Lucia sta tornando a casa, ma qualcosa va storto.
Conclusione di Greta
Lucia è sbalordita, negli occhi le si legge il panico. Vede una grande quantità di fumo uscire dalle finestre, così prende il telefono dalla tasca, stacca la musica e chiama i vigili del fuoco. Prova ad entrare da sola in casa, ma la porta è bloccata dall’interno. Quando i vigili irrompono nella casa, cercano di mettere in salvo la madre di Lucia, coperta di ustioni, portandola fuori in barella. Caricata nell’ambulanza, la donna viene subito portata in ospedale. Dopo che il fuoco è stato spento, vengono fatti alcuni controlli e i vigili informano Lucia che il salotto aveva preso fuoco e sua madre se ne era accorta troppo tardi.
Storia 2
Gli uccelli volano nel cielo dipinto di blu di Badia, i bambini giocano tra loro, ma c’è un problema: queste scene si ripetevano per un paio di settimane. Sempre gli stessi movimenti facevano entrare in un loop temporale.
Continuazione di Anna Maria
Alessio, un ragazzo impavido, decide di provare ad aggiustare il loop temporale per rientrare nella realtà quotidiana.
Così chiede ai bambini del posto dove avrebbe trovato una chiesa dove avrebbe potuto cercare un baule contenente oggetti magici.
Conclusione di Giada
Alessio nel baule trova delle carte magiche che gli serviranno per andare in un paese fantastico. Alla fine capisce come usarle e torna al suo paese fantastico per rimanere in loop insieme ai suoi amici.
Storia 3
Badia vecchia è una mini-città con case minuscole e anche una mini-biblioteca comunale. Sembra una cittadina sperduta e abbandonata, dove c’è pochissima gente che vive in case piccole e piuttosto vecchie.
Continuazione di Teresa
La biblioteca sembra un luogo innocuo ed è quasi isolata, infatti quasi nessuno la visita e consulta i suoi libri, ma quelle poche persone che entrano al suo interno non torneranno più indietro. Nascosto tra gli scaffali, minimizzato dalla polvere e dai libri ammassati, si trova un PORTALE che risucchia chi si avvicina e non si sa dove lo fa finire. L’unica certezza è che dal portale non si torna mai indietro.
Conclusione di Gabriele
Oggi ho deciso di entrare dentro il portale della biblioteca munito di carta, penna, cibo, acqua e un set Lego nel caso servisse. Con me c’è anche un mio amico.
Stiamo entrando…
Subito vediamo delle mura gialle disposte come quelle di un labirinto. I nostri piedi poggiano su una moquette beige e sul soffitto vi sono luci giallognole a malapena funzionanti che, comunque, danno l’opportunità di vedere cosa c’è nel portale. Ad un tratto il portale si chiude e rimaniamo intrappolati per sempre.
Storia 4
Chris e sua madre escono fuori per passare un po’ di tempo al parco sotto casa. Per poter arrivare al parco devono percorrere una stradina che porta a dei vecchi edifici ricostruiti di recente.
Chris prova piacere ad attraversare la stradina, ogni volta la osserva con cura e scopre nuovi segni che le volte precedenti non aveva notato. Oltre a osservare, gli piace immaginare come erano le vecchie strutture delle case prima di essere ristrutturate e modernizzate.
Continuazione di Giada
Chris il giorno dopo torna al parco passando dalla stradina e incontra una persona anziana a cui domanda: – Lei è sempre vissuto qui?
Il signore risponde di sì, allora Chris gli chiese: – Come erano le case prima di essere modernizzate?
Il signore dice che prima le case erano tutte bianche e rovinate, con le finestre rotte e i balconi con le ringhiere spaccate.
Chris è contenta perché la domanda che aveva in mente da molto tempo gli era stata chiarita.
Conclusione di Alessio
Il signore che aveva dato le informazioni a Chris morì serenamente all’età di 104 anni. Gli edifici nel tempo vennero tutti demoliti. Chris ne sarebbe stato tanto dispiaciuto.
Storia 5
Badia è un paese tranquillo, sia di giorno sia di notte, però in certi casi può essere pericoloso. Giulia, una ragazza di 15 anni, non tornò a casa quella sera dopo essere uscita per andare al parchino di Badia dai suoi amici. Cosa le sarà successo? I suoi amici l’avranno aiutata? Scoprilo continuando al leggere.
Continuazione di Gabriele
Il telefono si era illuminato all’arrivo del messaggio.
– Usciamo?
– Ok
– Casa tua
Giulia prende le chiavi e chiude la porta.
Si dirige al parchino per raggiungere gli amici e si unisce a lei l’amica Bianca, così vanno insieme. Hanno firmato la loro condanna: non sapevano che nel paese esisteva un distopico sottosuolo, dove un’associazione di demoni, una volta al mese, tiene una riunione. Quel giorno era il giorno della riunione. Un animale dalla pelliccia scura con gli occhi rossi spunta in superficie. Qualunque cosa toccasse quell’animale avrebbe riportato un suono a un campanello di una casa sotterranea, i cui proprietari non erano certo il massimo della compagnia!
Giulia viene colpita dall’animale e lo volle aspettare, da sola, credendo che fosse un grosso gatto (brava Giulia, premio Nobel per l’intelligenza!)
Conclusione di Teresa
Il gatto, ad un tratto, si trasformò in un demone grande e imponente. Giulia gridò e chiese aiuto agli amici, ma loro non la sentirono, impegnati com’erano a scrollare video di TikTok sul telefono.
Il demone la portò con la forza nel sottosuolo, lontano da tutti gli altri, la legò con delle catene e le iniettò una sostanza che la fece trasformare, a sua volta, in demone. Il giorno dopo uscì fuori con la forma di gattino striato pronto a portare con sé nuove vittime.
Storia 6
Badia è un paese molto tranquillo, con pochi alberi e molte case. Una bambina di nome Angelica prova a trovare il parchino da sola: ce la farà? Nel suo viaggio per Badia troverà persone che la aiuteranno? Si perderà? Succederà una cosa molto brutta e, se continuerete a leggere la storia, lo scoprirete.
Continuazione di Greta
Angelica è una bambina molto timida, è uscita dopo i compiti per godersi l’ombra del parco, solo che non ricorda la strada e già all’idea di dover chiedere informazioni, le viene la pelle d’oca.
Intraprende la via che secondo lei la poteva portare a destinazione e cercava qualche cartello che la potesse aiutare.
Conclusione di Chiara
Però non andò così, infatti Angelica, avendo timore di chiedere informazioni, entra in una via a caso che la porta da tutt’altra parte, così si ritrova in mezzo a Badia vecchia dove non conosceva nulla. Visto che era piccola non aveva il telefono, quindi non poteva neanche chiamare i suoi genitori. A un certo punto sente il rumore di una macchina provenire da dietro. Si gira, prende coraggio e chiede informazioni a un signore sulla cinquantina vestito di marca. Non sa però che non è la persona giusta. Il signore dice alla bambina che l’avrebbe accompagnata al parco, ma non lo fa. La accompagna verso il bosco e poi la abbandona lì. Angelica cammina tanto per uscire dal bosco e ritrovare la via di casa, ma non ci riesce.
Storia 7
Badia era tranquilla e silenziosa, una ragazza stava facendo un giro per il paese. Era troppo caldo per essere le 9:00 di mattina di una giornata di settembre. Passò per la biblioteca, ma era chiusa, quindi continuò la sua passeggiata. Decise di fermarsi in un parchino, anche questo deserto, si mise seduta in una panchina e iniziò a leggere un libro. Per un po’ di tempo di rilassò.
Continuazione di Maikol
La ragazza si diresse verso una gelateria dai gusti buoni e colorati, scelse gelato ai gusti cioccolato e fragola, poi tornò a casa e si mise sul divano con l’aria condizionata e la tv accesa. Si guardò la sua serie preferita e dopo un po’ si addormentò.
Conclusione di Vittoria
Quando si sveglio, non vide più la tv o il divano, ma un grande prato d’erba secca. Con le nocche si strofinò gli occhi, ma l’immagine non cambiò, anzi si fece più chiara la distesa d’erba. Che poi erba non era, ma era una distesa di agli. All’improvviso iniziò a pizzicargli tutto il corpo, provò a capire cosa era tutto questo, ma una lugubre creatura era arrivata a prenderla.
Storia 8
Di giorno le macchine dei residenti parcheggiate nelle strade così strette che sembravano percorribili a piedi erano caldissime a causa del sole e anche i muri delle case, vecchie con le finestre rustiche, erano rovinate dal tempo. Nessuno avrebbe mai pensato che un film horror si sarebbe potuto verificare di giorno e non la sera al buio. Giulio non si fidava a uscire di giorno, perché sapeva che nel paese si nascondeva qualcosa.
Continuazione di Alessio
Giulio non si fidava di uscire di giorno e neanche quel giorno lo fece.
Conclusione di Anna Maria
Un giorno a Giulio arrivò un messaggio in cui veniva invitato al parchino di Badia. Giulio rifiutò l’invito, ma poco dopo gli arrivò un altro messaggio in cui gli veniva detto che, se non fosse venuto, qualcosa di brutto sarebbe successo, quindi lui, preso dalla paura, decise di andare. Una volta lì, vide un ragazzo incappucciato che lo fece sedere e gli diede una valigetta che, come diceva lui, conteneva i SEGRETI DI BADIA e lui non avrebbe dovuto aprirla per nessun motivo. Giulio, preso dal panico, decise di buttare via la scatola, ma non sapeva che questo suo gesto avrebbe portato a brutte conseguenze…
Storia 9
La piazza era vuota, sarà perché davanti alla chiesa non c’era nessuno, come sempre. Nella strada che conduceva alla biblioteca c’era solo un gattino: era piccolo, agile e aveva una macchia nera sopra l’occhio. La chiesa era vecchia, ma aveva delle decorazioni molto belle e antiche che a Marco piacevano molto.
Continuazione di Vittoria
Finalmente arrivò Kevin, il suo migliore amico. Avevano entrambi 14 anni e si erano goduti un’estate indimenticabile, trascorrendo insieme serate di tutti i tipi: andavano in discoteca, ad esempio, ma a quell’età succedeva anche tanto altro. Era arrivato l’inizio della scuola superiore, i due amici avevano scelto due istituti diversi e questa cosa un po’ li spaventava. Per questo sfruttavano al massimo il tempo rimasto per stare insieme.
Conclusione di Anna Maria
Le loro mamme erano dispiaciute che avevano fatto scelte diverse, provarono a convincerli di ripensarci, ma niente. Negli anni successivi i due ragazzi non furono contenti di essere separati e diventarono tristi. Ma l’ultimo anno delle superiori tornarono a fare le vacanze insieme e a uscire tutte i pomeriggi dopo la scuola. Così tornarono contenti.
Nella stratosfera vi è un’elevata concentrazione di ozono importante perché funziona come un filtro che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette emanate dal Sole, che altrimenti sarebbero troppo forti, e allo stesso tempo aiuta a produrre quell’effetto serra che non è affatto nocivo di per sé, ma anzi aiuta a riscaldare il nostro pianeta.
A causa dell’inquinamento, le sostanze rilasciate da decenni hanno innescato una reazione con le radiazioni ultraviolette che ha progressivamente distrutto una buona parte dell’ozono presente nella stratosfera.
Questo assottigliamento di concentrazione del gas ha portato, soprattutto nel Polo Sud, alla formazione del cosiddetto buco dell’ozono, ossia un’area estesa dell’atmosfera interessata dalla notevole riduzione del livello di ozono.
Le pale eoliche producono l’energia eolica cioè quella prodotta dal vento.
È una fonte di energia tra le più stabili durante l’anno, ma può avere delle oscillazioni nel corso del tempo (su base giornaliera, oraria o stagionale) dovute alla variabilità della presenza del vento. Di solito è sfruttata per fornire fino al 20% della domanda totale di energia elettrica. Se la produzione è superiore, è necessario dotarsi di un sistema di stoccaggio e di accumulo.

Sono moduli speciali che sfruttano l’energia solare naturalmente prodotta dal sole per produrre elettricità. Si tratta di pannelli rettangolari composti da vari moduli assemblati all’interno dei quali ci sono celle fotovoltaiche in grado di trasformare la luce solare in energia.
Di solito vengono installati sulle coperture degli edifici, ovvero, dove sono raggiunti più facilmente dai raggi solari in tutte le ore del giorno. In genere, i pannelli sono realizzati in silicio cristallino. Tuttavia, sono in fase di studio anche altri materiali e ulteriori possibilità per migliorarne ulteriormente l’efficienza.

William Kamkwamba, il ragazzo che intrappolò il vento per produrre energia e salvare il suo villaggio dalla carestia
A 15 anni realizzò il suo primo mulino a vento per dare energia elettrica alla sua casa
Secondo la sua autobiografia, intitolata “The boy who harnessed the wind” (Il ragazzo che ha imbrigliato il vento), la carestia che colpì il Malawi nel 2002, generata da periodi di grandi siccità e inondazioni provocate dalla deforestazione, costrinse William a lasciare la scuola perché la famiglia non era in grado di permettersi la retta scolastica. Nel tentativo di mantenere la sua educazione, William iniziò a frequentare di nascosto la biblioteca del villaggio. Suo padre, che era diventato un combattente in lotta per ribellarsi contro il governo di allora che lasciava il popolo nella fame, inizialmente ostacolò duramente il figlio nella sua passione e gli impose di lavorare nei campi per aiutare la famiglia.
William, dopo aver letto in biblioteca il libro “Using Energy”, decise di creare una turbina eolica con pezzi di recupero per dimostrare che con il vento si poteva produrre energia.

Greta Thunberg, giovane attivista contro il cambiamento climatico, è conosciuta per aver dato vita a una serie di manifestazioni e di lotte per la tutela climatica che porta avanti grazie al suo carisma e alla sua determinazione.
Grazie a questa iniziativa, i Friday For Future, ha girato per il mondo a sensibilizzare sul tema dei cambiamenti climatici, fino a confrontarsi con i leader di tutto il mondo. Greta Thunberg nel 2019 è stata inserita nella lista degli adolescenti più influenti del pianeta, ottenendo una candidatura per il Nobel per la Pace a soli 16 anni.
Terra di Sami, aurore boreali soli di mezzanotte, la Lapponia è un luogo indimenticabile a due passi dal Circolo Polare Artico.
Si trova nell’Europa del Nord distribuita nelle regioni settentrionali di Norvegia, Finlandia e della penisola di Kola in Russia.
Nel 1996 un’area di 9.600 chilometri quadrati chiamata Lapponia, regione di Lapponia o Area lappone e situata nella parte svedese della Lapponia è stata inserita fra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il 95% di questa regione è protetta come parco nazionale o riserva naturale.
Il Villaggio di Babbo Natale si trova a Rovaniemi, in Finlandia. Babbo Natale ha fatto della Lapponia, nel nord della Finlandia la sua casa da secoli e il Circolo Polare Artico gli sta a cuore proprio perché molti segreti del Natale affondano le loro radici in questo luogo magico. Il Villaggio di Babbo Natale è una destinazione adatta per le famiglie, con tantissime cose da vedere e da fare e per tutte le età.

La più famosa isola di plastica di trova nell’Oceano Pacifico ed è nota come Great Pacific Garbage Patch2. È la più antica al mondo, la sua esistenza è stata ufficializzata nel 1997, ma la sua presenza era già nota dagli anni ’70. È anche l’isola di plastica più grande, con una superficie stimata pari a quella della penisola iberica. Nessuno sa quanti detriti siano presenti e compongano il Great Pacific Garbage Patch, anche perché è troppo esteso per permettere un’accurata misurazione. Inoltre, non tutta la spazzatura galleggia sulla superficie, i detriti più densi possono affondare per diversi centimetri o anche metri sotto la superficie, il che rende l’area del vortice quasi impossibile da misurare.
Le isole di plastica RAI Scuola
Esistono due certificazioni maggiormente diffuse a livello mondiale che ci parlano di una gestione sostenibile del patrimonio boschivo del pianeta.
Le due certificazioni sono:
La certificazione FSC, i cui standard si basano sui 10 Principi e 70 Criteri (Principles & Criteria, P&C), è rivolto a chi opera nell’ambito della gestione delle foreste e ha lo scopo di assicurare che vengano gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
La certificazione PEFC è una certificazione forestale che si basa sul principio della rintracciabilità dei materiali provenienti da foreste certificate ed è rivolto alle aziende che trasformano i prodotti derivati dal legno
“È stato solo per amore che l’ho uccisa, e mentre il sangue le usciva dalla gola non mi sembrava neanche lei. Sembrava un’altra, una lontana che non potevo avere, che non avrei avuto mai. E con quei occhi spalancati mi guardava fisso e non diceva una parola.”
