Lezione 9 – 14 marzo 2025
Storie horror ridotte allo scheletro

Oggi al corso di scrittura creativa è venuto a trovarci un ospite d’eccezione: niente po’ po’ di meno che lo scheletro del laboratorio di scienze!
È stato proprio lui ad aver ispirato i ragazzi per la scrittura di storie che lo vedano come protagonista.
I nostri giovani scrittori si sono, infatti, cimentati nella stesura di storie in cui lo scheletro fosse uno dei personaggi chiave e, per ricevere ulteriori spunti e sollecitazioni, ottima idea è stata la lettura degli incipit di Martin lo scheletro di Triiun Laan ed Ero cattivo di Antonio Ferrara, dove uno scheletro dell’aula scolastica di anatomia vuole andare in pensione e un altro viene reso protagonista di un terribile scherzo che non pochi danni provocherà in chi lo ha calato dal secondo al primo piano della scuola.
Dalla lettura degli incipit dei due libri possiamo vedere che per rendere protagonista lo scheletro non occorre per forza raccontare una storia horror.
E se è proprio una storia horror quella che si vuol raccontare?
Allora l’importante è non renderla sanguinolenta.
“Horror = splatter” è nient’altro che uno stereotipo e una storia ben fatta può essere in grado di far venire i brividi senza una goccia di sangue versata, personaggi accoltellati e uomini e donne barbaramente uccisi



La visione di Alma, uno short film molto inquietante in cui non compare alcuna scena di violenza o di morte, ha convinto anche i più scettici.

A questo punto, tutti i nostri giovani scrittori erano pronti a scrivere la loro storia di paura (o non paura) in cui lo scheletro si ritroverà a vivere interessanti avventure.
Insomma, a proposito di caratterizzazione di personaggi, quello scelto nelle storie di oggi era proprio uno scheletro in (zero) carne e (tante) ossa







Nella stratosfera vi è un’elevata concentrazione di ozono importante perché funziona come un filtro che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette emanate dal Sole, che altrimenti sarebbero troppo forti, e allo stesso tempo aiuta a produrre quell’effetto serra che non è affatto nocivo di per sé, ma anzi aiuta a riscaldare il nostro pianeta.
Le pale eoliche producono l’energia eolica cioè quella prodotta dal vento.


Terra di Sami, aurore boreali soli di mezzanotte, la Lapponia è un luogo indimenticabile a due passi dal Circolo Polare Artico.
Il Villaggio di Babbo Natale si trova a Rovaniemi, in Finlandia. Babbo Natale ha fatto della Lapponia, nel nord della Finlandia la sua casa da secoli e il Circolo Polare Artico gli sta a cuore proprio perché molti segreti del Natale affondano le loro radici in questo luogo magico. Il Villaggio di Babbo Natale è una destinazione adatta per le famiglie, con tantissime cose da vedere e da fare e per tutte le età.
La più famosa isola di plastica di trova nell’Oceano Pacifico ed è nota come Great Pacific Garbage Patch2. È la più antica al mondo, la sua esistenza è stata ufficializzata nel 1997, ma la sua presenza era già nota dagli anni ’70. È anche l’isola di plastica più grande, con una superficie stimata pari a quella della penisola iberica. Nessuno sa quanti detriti siano presenti e compongano il Great Pacific Garbage Patch, anche perché è troppo esteso per permettere un’accurata misurazione. Inoltre, non tutta la spazzatura galleggia sulla superficie, i detriti più densi possono affondare per diversi centimetri o anche metri sotto la superficie, il che rende l’area del vortice quasi impossibile da misurare.
Esistono due certificazioni maggiormente diffuse a livello mondiale che ci parlano di una gestione sostenibile del patrimonio boschivo del pianeta.