“Il visconte dimezzato” di Italo Calvino
La lettura collettiva di un grande classico

In classe la prof ci ha letto ad alta voce un libro di Italo Calvino intitolato “Il visconte dimezzato”, dicendo che i romanzi di questo autore non hanno un linguaggio semplice, ma sono ricchi di significato e di tanti temi su cui discutere.
Il libro ci è subito piaciuto, perché parla di un nobile, Medardo di Terralba, che va in guerra inesperto e si comporta in modo ingenuo, tanto che nella prima battaglia si mette davanti alla bocca di un cannone e riceve una cannonata in pieno petto.
Fin da subito, quindi, un bel colpo di scena!
Ma le sorprese non sono finite: il visconte non è morto e riesce a tornare al suo paese… ma diviso a metà!
I medici, infatti, riescono miracolosamente a far sopravvivere la metà del suo corpo recuperata sul campo di battaglia.
Il visconte “dimezzato” si mostra molto cattivo coi suoi sudditi e coi suoi stessi familiari e il suo passaggio si riconosce da animali e prodotti naturali divisi a metà.
Tutti hanno paura di lui perché conduce alla morte tante persone e distrugge tutto ciò che incontra.
Ma, ad un certo punto, sembra improvvisamente diventare buono… in realtà a comportarsi bene non è lui, ma l’altra metà del suo corpo, ritrovata sul campo di battaglia da un gruppo di eremiti e fatta tornare in vita.
La trama si complica ulteriormente, perché anche la metà buona, a forza di essere troppo buona, risulta dannosa e insopportabile.
Forse a risolvere la situazione potrebbe essere Pamela, la giovane pastorella di cui entrambe le metà sono innamorate… ma, ovviamente, niente spoiler!
Insomma, un libro molto avvincente che ci ha coinvolto molto durante la lettura e che ci ha soddisfatto anche nella parte finale.
E’ vero, il linguaggio di Italo Calvino non è semplice, ma la prof, durante la lettura, ci mostrava anche come le scene lette venissero rappresentate in un graphic novel e in un silent book riferiti al romanzo, così è stato molto più facile comprendere alcuni passaggi e seguire tutta la storia è stato molto più semplice.
Per chi fosse interessato a conoscere la storia del visconte attraverso un fumetto o un libro di sole immagini (ma che colpiscono moltissimo!), può leggere “Il visconte dimezzato” illustrato da Lorenza Natarella o “Medardo” di Roger Olmos.
Durante la lettura abbiamo fatto anche alcune attività di scrittura e di visualizzazione, ad esempio abbiamo analizzato le caratteristiche del visconte (anzi, dei due “visconti”, vista la divisione a metà) e abbiamo rappresentato la sua natura duplice attraverso un disegno, anche interpretando a modo nostro la divisione tra bene e male presente in ogni persona.
Abbiamo infine riflettuto su cosa voglia dire, per noi, sentirsi incompleti, divisi e la prof ci ha detto di fare attenzione alla frase del romanzo che spiega tutto: “Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane”
Sicuramente la prof – anzi Calvino – ha ragione.
Classe 3D















Nella stratosfera vi è un’elevata concentrazione di ozono importante perché funziona come un filtro che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette emanate dal Sole, che altrimenti sarebbero troppo forti, e allo stesso tempo aiuta a produrre quell’effetto serra che non è affatto nocivo di per sé, ma anzi aiuta a riscaldare il nostro pianeta.
Le pale eoliche producono l’energia eolica cioè quella prodotta dal vento.


Terra di Sami, aurore boreali soli di mezzanotte, la Lapponia è un luogo indimenticabile a due passi dal Circolo Polare Artico.
Il Villaggio di Babbo Natale si trova a Rovaniemi, in Finlandia. Babbo Natale ha fatto della Lapponia, nel nord della Finlandia la sua casa da secoli e il Circolo Polare Artico gli sta a cuore proprio perché molti segreti del Natale affondano le loro radici in questo luogo magico. Il Villaggio di Babbo Natale è una destinazione adatta per le famiglie, con tantissime cose da vedere e da fare e per tutte le età.
La più famosa isola di plastica di trova nell’Oceano Pacifico ed è nota come Great Pacific Garbage Patch2. È la più antica al mondo, la sua esistenza è stata ufficializzata nel 1997, ma la sua presenza era già nota dagli anni ’70. È anche l’isola di plastica più grande, con una superficie stimata pari a quella della penisola iberica. Nessuno sa quanti detriti siano presenti e compongano il Great Pacific Garbage Patch, anche perché è troppo esteso per permettere un’accurata misurazione. Inoltre, non tutta la spazzatura galleggia sulla superficie, i detriti più densi possono affondare per diversi centimetri o anche metri sotto la superficie, il che rende l’area del vortice quasi impossibile da misurare.
Esistono due certificazioni maggiormente diffuse a livello mondiale che ci parlano di una gestione sostenibile del patrimonio boschivo del pianeta.