Il Sarapino
Caro Kiki,
oggi ti racconterò una manifestazione che si fa a Civitella in Val di Chiana.
Il Sarapino è una manifestazione che si svolge in questo piccolo paesino in provincia di Arezzo, cioè dove abito io.
Si festeggia nella seconda settimana di Giugno ed esiste dal 1936, quindi è una cosa vecchissima!
L’idea di riproporlo è stata del gruppo di amici del mio babbo e tutti insieme hanno iniziato a programmarla, quest’anno siamo alla XII edizione.
Il SARACINO si svolge ad Arezzo con i cavalli, invece noi il SARAPINO lo facciamo con l’ape… ecco da dove deriva il nome.
In quegli anni, per risollevare l’umore della gente e far passare qualche ora spensierata, era nato questo gioco che somigliava al Saracino, ma al posto dell’animale utilizzarono questo rumoroso cavallo!
Ci sono QUATTRO RIONI.
Ora ti dico i nomi e i soprannomi che sono:
PORTA ARETINA (Ciancioni)
LA TORRE (Torrigiani)
PORTA SENESE (Senesi)
SAN FRANCESCO (Francescani)
I loro COLORI sono:
Giallo e nero (Porta aretina)
Rosso e nero (La torre)
Bianco e verde (Porta senese)
Blu e rosso (San Francesco)
Come classificherei i rioni:
La Torre, perché è quella per cui tifo io.
Porta aretina, perché se non ci fosse la Torre sarei di questo rione.
Porta senese, perché la tifa la mia mamma e c’è il mio nonno che è il capitano.
San Francesco, non sono molto simpatici, spesso fanno i video su racconti storici noiosi…sembrano filosofi!
Il SARAPINO si fa così:
1) La mattina alla messa vengono benedetti i 4 rioni e la giostra del Sarapino.
2) Il pomeriggio c’è la presentazione del retribuet (cioè la lancia d’ oro, che ogni anno è diversa e che consegnano al rione vincente) e l’estrazione delle carriere (si decide chi tirerà per primo, secondo, terzo e quarto).
3) I giochi degli sbandieratori di Lugo di Romagna (sono amici nostri che vengono ogni anno e hanno vinto la Caveja per due anni di fila, nel 2024-2025. E’ una manifestazione storica che si tiene nella loro città.).
4) La partenza del corteo storico (si fa per tutta Civitella). Io sfilo da più o meno 3/4 anni e sono una dei due pargoli della Madrina del Sarapino, è bellissimo ed emozionante.
5) Alla fine di questi vari momenti finalmente inizia… la giostra del SARAPINO!!!
Quest’anno l’ordine delle carriere era: Porta Aretina, La Torre, Porta Senese e San Francesco.
Il Buratto è un uomo Saraceno ed è vestito con una fascia rossa, una maglietta marroncina e una gonna di pelle con dei bottoni giallo-oro ma lui non è vero, è finto, di legno.
Un braccio è teso dove, nella mano, tiene tre corde con in fondo delle palline nere piene di riso, nell’altro ha un tabellone quadrato su una lastra di ferro, ci sono disegnati dei quadrati con i numeri romani da 1 a 5.
L’ Araldo sta in un balcone di un palazzo storico nella piazza del paese sopra la lizza e comunica il punteggio di ogni rione. Per prima cosa dice il significato dei colori del rione a cui si rivolge e il loro motto, alla fine grida: “All’ape, all’ape, all’ape!!” inizia la Giostra.
Entra l’ape in piazza facendo un gran rumore, il primo cavaliere del primo rione prova a puntare il centro del bersaglio, perché lì si trova il punteggio massimo che è cinque.
Il Maestro di campo (sono stata la sua aiutante per la serata delle Sarapidi, cioè i giochi che si sono tenuti nelle sere precedenti la manifestazione) controlla se la carriera fatta dal cavaliere sia corretta e se sono state rispettate tutte le regole.
Se ha fatto una brutta corsa vuol dire che ha preso la striscia gialla o ha fatto carriera lenta, ma se rompe la lancia si raddoppia il punteggio.
Il Famiglio (cioè la persona che ferma il buratto quando inizia a girare dopo l’impatto del cavaliere col buratto) mette il tabellone nel cesto attaccato al balcone che è sopra di lui e i giudici lo tirano su, estraggono il foglio e poi misurano il punteggio che di conseguenza dirà l’Araldo.
Vince il rione che fa più punti.
Di solito, dalla felicità, il rione vincitore va verso la lancia d’oro invadendo la lizza.
Il comitato alla fine porterà la lancia nella Sala delle lance.
Questa festività dura 7 giorni e in questa XII edizione la settimana si è svolta in questo modo:
1) Il venerdì della settimana prima del Sarapino c’è stata la cena propiziatoria con tutti i rioni.
2) Il lunedì c’è la prima sessione di prove.
3) Il martedì ci sono le Sarapiadi organizzate dai rioni e si sono svolte nel Castello o Rocca che noi Civitellini chiamiamo Torre.
4) Il mercoledì, di nuovo, la seconda sessione di prove.
5) Il giovedì è il giorno che preferisco di più, c’è il Silent party, si indossano delle cuffie e si ascolta la musica ballando e scatenandoci, finché non siamo stanchi!
6) Il venerdì c’è la Provaccia.
7) Il sabato c’è l’evento più atteso il… Sarapino.
Ti è piaciuto? Spero di sì, ciao e alla prossima volta!
La tua Giulia!
P.s. Ti consiglio il libro “Sarapino, storia di una rinascita”.
Bonichi Giulia 5 A Scuola primaria “Gianni Rodari” di Ciggiano





Nella stratosfera vi è un’elevata concentrazione di ozono importante perché funziona come un filtro che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette emanate dal Sole, che altrimenti sarebbero troppo forti, e allo stesso tempo aiuta a produrre quell’effetto serra che non è affatto nocivo di per sé, ma anzi aiuta a riscaldare il nostro pianeta.
Le pale eoliche producono l’energia eolica cioè quella prodotta dal vento.


Terra di Sami, aurore boreali soli di mezzanotte, la Lapponia è un luogo indimenticabile a due passi dal Circolo Polare Artico.
Il Villaggio di Babbo Natale si trova a Rovaniemi, in Finlandia. Babbo Natale ha fatto della Lapponia, nel nord della Finlandia la sua casa da secoli e il Circolo Polare Artico gli sta a cuore proprio perché molti segreti del Natale affondano le loro radici in questo luogo magico. Il Villaggio di Babbo Natale è una destinazione adatta per le famiglie, con tantissime cose da vedere e da fare e per tutte le età.
La più famosa isola di plastica di trova nell’Oceano Pacifico ed è nota come Great Pacific Garbage Patch2. È la più antica al mondo, la sua esistenza è stata ufficializzata nel 1997, ma la sua presenza era già nota dagli anni ’70. È anche l’isola di plastica più grande, con una superficie stimata pari a quella della penisola iberica. Nessuno sa quanti detriti siano presenti e compongano il Great Pacific Garbage Patch, anche perché è troppo esteso per permettere un’accurata misurazione. Inoltre, non tutta la spazzatura galleggia sulla superficie, i detriti più densi possono affondare per diversi centimetri o anche metri sotto la superficie, il che rende l’area del vortice quasi impossibile da misurare.
Esistono due certificazioni maggiormente diffuse a livello mondiale che ci parlano di una gestione sostenibile del patrimonio boschivo del pianeta.